La Roma scaccia i fantasmi. Samp battuta, secondo posto consolidato

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Dopo l’eliminazione nella semifinale di Coppa Italia, la Roma torna a correre. Nel posticipo della 24.ma giornata, la squadra di Garcia soffre un tempo ma schianta per 3-0 la Sampdoria. Gli uomini di Mihajlovic tengono bene il campo per 44′, ma prima dell’intervallo Destro sblocca di testa. In avvio di ripresa, la Roma è travolgente: Pjanic raddoppia su punizione al 54′, ancora Destro blinda i tre punti al 57′. Giallorossi a -9 dalla Juve.

Mettere da parte le delusioni e ripartire. La Roma apprende con efficacia i diktat di Garcia e riprende a mille la sua corsa in campionato. La difesa resta blindata, l’attacco – dopo un tempo quasi stantio – si conferma in grado di far male e il secondo posto è al sicuro. Nella prospettiva della solita partita da recuperare (quella con il Parma), i giallorossi restano a 6 punti, potenzialmente, dalla Juventus, ma sembrano aver capito nelle ultime due settimane che soffrire di vertigini, al momento, è l’ultimo dei pensieri. Bisogna tenere il Napoli a debita distanza e le risposte dal campo, questa volta, sono davvero incoraggianti. La Roma, imbrigliata a lungo dalla ragnatela della Samp di Mihajlovic – che nelle ultime 11 gare aveva perso appena 2 volte -, non si scompone di un millimetro e, sebbene con qualche difficoltà creata alla costruzione della manovra, prova a sviluppare la sua filosofia di gioco. I blucerchiati coprono il campo in modo impeccabile e nel primo tempo le uniche occasioni capitano a Gervinho e Strootman. L’ivoriano si vede respingere miracolosamente il cucchiaio da Gastaldello sulla linea di porta, l’olandese invece sbaglia a tu per tu con Da Costa, dopo che Palombo, colpevolmente, aveva regalato un dolcetto a Pjanic. Quando lo 0-0 sembra in ghiaccio, Destro stappa lo spumante prima dell’intervallo. Colpo di testa imprendibile su azione d’angolo (di Florenzi) e vantaggio romanista. Senza le curve sembra tutto un po’ ovattato, ma i distinti prendono fiato e traducono la festa nei soliti cori indirizzati ai napoletani. Il nostro calcio non si smentisce mai.

La Roma nemmeno e, sbloccato, il risultato, amministra con tranquillità. A tratti eccessiva, dato che la Sampdoria in avvio di secondo tempo rischia un paio di volte di penetrare nell’area di De Sanctis e reclama pure per un braccio galeotto di Benatia. Nessun problema, però: il miglior uomo in campo, talismano Pjanic, spedisce nell’angolino una punizione calciata alla Juninho, con le tre dita. E’ il 2-0 che di fatto pone i sigilli alla partita, anche se poco dopo – su una splendida trama avviata da Florenzi e perfezionata da Gervinho – Destro produce il 3-0 con rara prepotenza sotto porta. Unica nota dolente l’infortunio muscolare di Maicon che costringe il brasiliano alla sostituzione. La Samp, che aveva preso a vacillare da un po’, non ha molto contromosse. Lasciata la “fuoriserie” Maxi Lopez in garage per un problema al piede, l’attacco è leggerino ed Eder non incide mai. Quando la pressione dei tre trequartisti viene meno, la Roma può mettere in moto gli esterni ed entrare con forza negli ultimi venticinque metri di campo. Pjanic ha una ghiotta occasione per il poker, poi scende di ritmo e non infierisce. Dopo l’eliminazione in Coppa Italia è davvero il miglior modo di ripartire. Questa squadra è più viva che mai.



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