Garcia perde la ragione. La Roma perde la testa. Dopo la Juve ancora un 3-0 che brucia

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Come con la Juventus in campionato, la gara che doveva segnare una svolta per la stagione giallorossa alla fine si rivela un vero e proprio disastro. Scelte sbagliate che partono dalla testa (Garcia) fino ad arrivare a tutti gli uomini scesi in campo. Una Roma molle e senza grinta, confusa e costretta alla resa da un Napoli poco più che dignitoso che nel giro di 10 minuti a cavallo dei due tempi è riuscito a chiudere il conto senza troppi problemi. Nel mirino della critica di questa sera sicuramente finirà il mister francese che dopo aver sbagliato scelte nella gara contro la Juventus a Torino, mandato in campo una Roma troppo timida nel derby, anche questa sera al San Paolo ha sbagliato tutte le decisioni cercando di porre rimedio solo a gara oramai decisa. Sostituire Torosidis solo dopo aver già concesso al Napoli le prime due reti è stato un errore che rischia di bruciare quanto di buono garcia aveva costruito in questa stagione.

LA GARA – Nel suo 4-2-3-1 Rafael Benítez lancia titolare Ghoulam esterno basso, conferma Inler-Jorginho davanti alla difesa, e preferisce Mertens a Insigne sulla trequarti, senza privarsi invece di Hamšík e Callejón dietro al terminale offensivo Higuaín. Rudi Garcia d’altro canto preferisce puntare su Bastos al posto di un Maicon non al meglio; il centrocampo è forzato con Nainggolan indisponibile per squalifica, mentre nel tridente offensivo Ljajić la spunta su Florenzi, a fianco di Destro e Gervinho, con Totti in panchina.

PRIMO TEMPO – Parte subito forte la Roma a cui bastano un paio di minuti per impensierire Reina, Ljajić viene servito scevro da marcature sulla fascia destra dove è libero di imbeccare Destro a centro area ma sulla zampata del capitolino fa muro il portiere spagnolo. La partita continua a offrire intensità e brio ma le squadre non trovano il modo di concludere nuovamente a rete prima del 23’ quando Hamšík spara poco alto.

Un paio di minuti e rispondono gli ospiti, e ancora sull’out di destra dove trovano il varco vincente stavolta con Pjanić. Il bosniaco trova Gervinho ma il suo tiro viene ribattuto, e sul rimpallo ci prova anche Ljajić ma la sfera decolla. Bisogna correre fino al 34’ per assistere al goal: Bastos sbaglia un anticipo e Maggio trova lo spazio per crossare sulla testa di Callejón, lo spagnolo segna la sua 14° rete stagionale e porta in vantaggio i suoi.

Poco dopo i partenopei tentano il raddoppio senza successo: Hamšík, a campo aperto con il solo Benatia nel suo raggio, nota De Sanctis poco fuori posizione e prova il pallonetto ma il pallone scavalca la traversa. Alla fine della prima parte il Napoli è già virtualmente in finale.

SECONDO TEMPO – I padroni di casa ripartono in quinta: dopo nemmeno cento secondi un triangolo Callejón-Higuaín costringe De Sanctis agli straordinari, ma sul calcio d’angolo conseguente l’argentino trova finalmente il raddoppio di testa. Pochi minuti e arriva il tre a zero: Mertens taglia la difesa con un filtrante per Jorginho che batte il portiere capitolino con un tocco sopraffino di punta esterna.

La Roma reagisce immediatamente con Destro che la insacca da palla inattiva, anche lui su gioco aereo, ma l’assistente annulla giustamente per posizione irregolare. Al 60’ l’attaccante giallorosso ci prova nuovamente di testa sul cross del subentrato Maicon (su Torosidis) ma la palla termina di poco a lato.

Garcia allora si gioca la carta Totti al posto di Pjanić ma le cose non cambiano granché, l’unico a creare pericoli è Destro ma la sua precisione è pessima. A dieci minuti dalla fine l’espulsione di Strootman chiude le velleità di rimonta degli ospiti, accompagnando la gara verso un placido finale che conduce il Napoli alla finalissima di maggio.

CHIAVE – Nell’ottica del doppio scontro il Napoli ha saputo rimontare all’Olimpico il doppio svantaggio, la Roma al San Paolo no, e sicuramente questo ha fatto la differenza. Nella gara specifica Benìtez ha saputo colpire su ogni piccolo difetto degli avversari: l’inesperienza e le lacune difensive di Bastos sul primo goal, il gioco aereo sul secondo, e la difesa molto alta sul terzo.



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