Gervinho fa il Noè e salva la Roma dal naufragio. Vittoria di cuore contro il Napoli

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Sotto una pioggia pesante ne esce fuori una partita ricca di occasioni e di reti da cui la Roma la spunta sul Napoli, per la seconda volta in stagione, con un 3-2 che al ritorno significherà giocare con due risultati su tre per i capitolini, ma che per i partenopei significa la miglior sconfitta possibile in termini di numeri.

FORMAZIONI – Rudi Garcia punta sui migliori con Torosidis terzino sinistro a causa delle assenze di Dodô e Balzaretti, a centrocampo l’escluso di turno è Pjanić come già accaduto nelle ultime sfide dei capitolini, mentre nel suo 4-3-3 in attacco sarà Destro a sedersi in panchina lasciando spazio al tridente Gervinho-Totti-Ljajić.

Dall’altra parte Rafael Benítez non è da meno, deve fare a meno dei soli Zúñiga e Mesto, e preferisce Réveillère a Ghoulam sull’esterno. Schiera il classico 4-2-3-1 con Jorginho al fianco di Inler in mediana, il trio composto da Insigne, Hamšík e Callejón a ridosso del terminale offensivo Higuaín, e Mertens a bordo campo.

PRIMO TEMPO – Venire all’Olimpico a giocare contro la Roma in Coppa Italia per il Napoli non è mai facile, sia perché i giallorossi hanno una grande tradizione casalinga, sia perché i partenopei non trovano la qualificazione contro i capitolini dal lontano ’62, anno in cui i campani si consacrarono nella storia come prima squadra di Serie B vincitrice della Coppa nazionale.

E infatti è una gara molto intensa sin dai primi istanti di gioco, che viene sbloccata dai padroni di casa al 13’ quando Totti viene a prender palla molto basso e riceve il pallone dalle retrovie, spalle alla porta, col terzo occhio tira fuori un filtrante di prima che mette in porta Gervinho, l’ivoriano scatta alle spalle di Réveillère e a tu per tu col portiere, lo batte con uno scavetto e insacca a porta vuota.

Sarà proprio il francese a dover uscire anzitempo alla metà della prima frazione di gara a causa di un guaio muscolare, al suo posto il neo-acquisto Ghoulam. Poco dopo la mezzora la Roma trova il raddoppio con una cannonata di Strootman che dai 31 metri scarica un tiro al fulmicotone potente e preciso sotto all’incrocio.

Le azioni migliori degli ospiti arrivano dalla destra, dove, prima Higuaín aveva messo al centro un pallone su cui Callejón non era arrivato per un soffio a porta spalancata, e sul finale di gara Maggio si trova nell’uno contro uno col portiere, salvo esser disturbato al momento del tiro da Torosidis.

SECONDO TEMPO – La ripresa ricomincia nel migliore dei modi per il Napoli che al primo affondo riaccende la gara: Higuaín guadagna la profondità e sul suo passaggio al centro arriva la deviazione di Benatia che trae in inganno De Sanctis, il portiere giallorosso tocca la sfera con un guantone e la osserva gonfiare la rete alle sue spalle.

Nonostante l’avvio scoppiettante il match si livella su ritmi sostenuti ma senza offrire grandi opportunità da rete. La Roma ci prova ripetutamente con Ljajić che prova la conclusione dalla distanza in varie occasioni, il Napoli, meno pericoloso, a in Insigne il suo uomo migliore. Finché i tecnici fanno qualche mossa: Pjanić e Destro su Nainggolan e Totti da una parte, e Mertens su Hamšík dall’altra.

Sarà proprio quest’ultima mossa a risultare determinante. A venti minuti dalla fine la triangolazione Higuaín-Mertens manda in porta l’olandese che salta Castán e batte De Sanctis con un destro vincente: due a due. Ma non basterà. Anche dopo il pari sono sempre i capitolini a spingere, Benítez lo capisce e inserisce Behrami, un mediano, al posto di un attaccante.

All’89’ gli sforzi dei padroni di casa sono premiati. Ljajić scambia con Strootman e trova il corridoio verso Gervinho, la pantera giallorossa controlla e batte Reina sul primo palo per il definitivo tre a due. Il Napoli proverà un ultimo sussurro con il sinistro di Ghoulam da calcio da fermo, ma l’andata si conclude così.

CHIAVE – La condizione mentale ha rispecchiato la condizione delle due squadre. I capitolini sono partiti fortissimo, hanno spinto anche nel miglior momento degli avversari e nonostante la rimonta subito, grazie a una mentalità da grande squadra, hanno saputo trovare la forza di rialzarsi e vincere la gara.

I partenopei hanno inizialmente creato molto senza saper concretizzare; hanno accorciato le distanze quasi per caso, e si sono fatti coraggio quando le contingenze li hanno spinti a farlo, ma la fragilità psicologica (evidenziata dal cambio Higuaín-Behrami del tecnico latino) ha portato a una sconfitta contro un gruppo mentalmente più avanti.



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